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Costruzione in balle di paglia a Roma.

Nella primavera del 2013 Beyond Architecture Group ha completato Casa Trizzino nel Quadraro a Roma, una sfida complessa che ha richiesto a BAG un impegno costante nel convincere della validità del progetto la committenza, le imprese ed i vari uffici tecnici municipali. Il Quadraro, d’altra parte, è un quartiere di Roma dotato di una naturale predisposizione alla resistenza, e non dovrebbe sorprendere se oggi possiamo incontrare proprio lì il primo edificio in paglia della capitale, un edificio che sfida l’establishment e le lobby del cemento armato.

Quest’opera è frutto di un incontro casuale tra Paolo Robazza, fondatore dello studio, e Cristiana Trizzino che, con la sua famiglia e due figli, stava valutando diverse opzioni per costruire la propria casa. La proposta dello studio BAG sconcerta inizialmente la committenza per la lontananza dalle tecniche e dalle pratiche consuete del costruire. La definizione comparsa in breve sul web – “la casa dei tre porcellini” – chiarisce bene le principali preoccupazioni della proprietaria, e in genere di chiunque si accosti a queste tecniche, preoccupazioni che possono essere riassunte in pochi interrogativi: “reggerà alle intemperie e al vento?”, “quanto durerà?”, “la paglia marcirà con il tempo?”, “è solida?”. Cristiana Trizzino, su proposta di Robazza, si reca in Abruzzo, a Pescomaggiore, dove BAG ha da poco completato il piccolo quartiere auto-costruito EVA; la visita è decisiva nel convincerla della qualità e dei vantaggi di questa scelta.

Sul terreno acquistato dalla Trizzino, in via Columella, c’è una preesistenza, la locanda del “Galletto”, locanda storica del Quadraro che ha chiuso i battenti una trentina di anni prima. L’intervento ipotizzato da BAG è inizialmente un intervento di recupero, durante i lavori, però, si rende necessaria una demolizione d’urgenza dell’elevato, il progetto cambia. La ricostruzione sarà in legno e paglia, con pavimenti in cocciopesto; dopo alcuni mesi di progettazione, nel febbraio 2012 si apre il cantiere.

Costruire in paglia è economico e sostenibile, le caratteristiche tecniche ed energetiche di questi edifici sono superiori a quelle della bioedilizia tradizionale, ed i costi sono inferiori. Ma i vantaggi non finiscono qui: totale assenza di umidità – le pareti sono realmente traspiranti –, ottimo isolamento termico, possibilità di modificare la disposizione degli impianti – o di aggiungerne – fino all’ultimo momento, facilità e rapidità costruttiva, impiego di materiali a chilometro zero – le balle di paglia possono essere reperite con facilità, sono naturali e sostenibili. «Una casa in paglia si realizza con lavorazioni molto semplici che possono essere eseguite anche da una manodopera non esperta, per questo è perfettamente adatta all’autocostruzione» spiega Paolo Robazza; un cantiere di questo genere si trasforma in un’avventura didattica nella quale tutti hanno qualcosa da apprendere, anche i futuri proprietari. L’edificio, ad un piano, ha una superficie totale di 180 metri quadri, struttura in legno con tamponatura in paglia, e si allinea al fronte stradale aprendosi all’interno su un patio a cielo aperto, offrendo sul retro uno spazio verde riservato. La rapidità costruttiva, tipica di questo sistema, ha permesso alla proprietaria di prendere possesso dell’edificio nella primavera del 2013, a solo un anno di distanza dall’avvio del cantiere.

L’ubicazione in seno ad un quartiere particolare come il Quadraro ha richiesto da parte di BAG un ulteriore impegno nel rispettare e valorizzare i caratteri storico-morfologici dell’ambito: «la porzione di edificio prospiciente la strada mantiene le caratteristiche di facciata e tetto – a doppia falda – del contesto, mentre nell’interno il tetto è piano».

«Il cantiere ha suscitato molta curiosità e simpatia tra gli abitanti del quartiere. Ogni giorno si affacciavano persone interessate provenienti anche da altre zone di Roma». Si è trattato, nella definizione di Robazza, di un “cantiere condiviso”, «che permette a giovani professionisti, desiderosi di apprendere queste tecniche costruttive, di partecipare ai lavori. Durante la costruzione BAG ha organizzato diversi workshop rivolti a giovani professionisti e studenti che hanno partecipato attivamente alle lavorazioni specifiche della paglia, del cocciopesto, e di altre tecniche alternative e sostenibili». Nei tre workshop tenuti sul cantiere di Casa Trizzino si sono alternate oltre venticinque persone che hanno affrontato le tematiche della costruzione in paglia, dell’intonaco di cocciopesto e del pavimento radiante.

L’intonaco – messo in opera direttamente sulla paglia – «è un impasto naturale di cocciopesto, ossia un composto di frammenti in laterizio frantumato, grassello di calce e sabbia. Si tratta di un materiale usato già al tempo dei Romani che ha proprietà impermeabilizzanti, in grado, però, di preservare la naturale respirazione delle pareti. L’intonaco riveste un ruolo molto importante in quanto, oltre a proteggere la paglia dagli agenti atmosferici, dal tempo e da piccoli roditori, rende la struttura resistente al fuoco per circa 90 minuti ad una temperatura di 1100 ºC. Dal punto di vista impiantistico l’edificio è provvisto di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ed è munito di un serbatoio per il recupero delle acque piovane». Un esame termografico dell’edificio eseguito dopo il completamento dei lavori ha confermato le ottime prestazioni termiche e l’assenza di dispersioni.

La proprietaria, dopo un’iniziale fase di adattamento alle particolari prestazioni energetiche della sua nuova casa, è divenuta una strenua sostenitrice delle tecniche costruttive sostenibili e della paglia: «C’è qualcosa d’impalpabile e di ben definito al tempo stesso, d’irrazionale e indescrivibile nel vivere in una casa di paglia. La si può vedere nel sottotetto, se ne sente il profumo. Ai ragazzi piace moltissimo abitare qui. È molto diverso dal vivere in una costruzione in cemento. Il corpo avverte un’aria diversa, respira una sensazione di benessere».